02Nov
Xerendipity Agenzia Selezione Personale Domestico Referenziato con Esperienza Garantito 18 Mesi, Maggiordomo, Governante, Babysitter, Tata, Autista, Chef, Chauffeur, Badante, Giardiniere

di Francesco De Biase | Co-Founder e CEO, Xerendipity

Chi trasferisce la residenza in Italia dal 2026 può optare per l’imposta sostitutiva dell’art. 24-bis del TUIR: 300.000 euro l’anno sui redditi esteri, 50.000 per ogni familiare incluso, per al massimo quindici anni. La casa segue invece le regole di tutti: personale assunto col contratto nazionale del lavoro domestico, comunicazione all’INPS, contributi trimestrali.

Ultimo aggiornamento: novembre 2026

Nelle famiglie che si trasferiscono in Italia la decisione fiscale arriva quasi sempre per prima, ed è giusto così: richiede un consulente, un interpello, un calendario preciso. La casa arriva dopo. Spesso arriva tardi — quando la famiglia è già in viaggio, e la persona che avrebbe dovuto aprire la casa doveva cominciare la settimana prima. Qui teniamo insieme le due cose.

La flat tax per chi si trasferisce in Italia: che cosa prevede l'art. 24-bis

Tabella della flat tax per i nuovi residenti in Italia: 300.000 euro l'anno per il contribuente, 50.000 per ciascun familiare incluso, durata massima di quindici anni

Il regime dei nuovi residenti è un’opzione. Chi trasferisce la residenza fiscale in Italia può assoggettare i redditi prodotti all’estero a un’imposta sostitutiva calcolata in via forfettaria, dovuta a prescindere dall’importo dei redditi. Per chi trasferisce la residenza dal 1° gennaio 2026 l’imposta è di 300.000 euro per ciascun anno di validità dell’opzione, ridotta a 50.000 euro per ciascun familiare a cui l’opzione viene estesa (legge di bilancio 2026, L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 25 e 26).

VoceChe cosa prevede la normaRiferimento
Imposta sostitutiva300.000 euro per ogni anno, sui redditi prodotti all’esteroart. 24-bis, c. 2
Familiari50.000 euro l’anno per ciascun familiare inclusoart. 24-bis, c. 2 e 6
Chi può optarechi non è stato residente fiscale in Italia per almeno nove dei dieci periodi d’imposta precedentiart. 24-bis, c. 1
Come si optadopo una risposta favorevole a un interpello all’Agenzia delle Entrate, entro il termine della dichiarazione dell’anno del trasferimentoart. 24-bis, c. 3
Duratarevocabile; cessa comunque dopo quindici anni; decade se l’imposta non è versataart. 24-bis, c. 4
Versamentoin un’unica soluzione, entro il termine del saldo delle imposte sui redditiart. 24-bis, c. 2
Stati esclusisi possono lasciare al regime ordinario i redditi di uno o più Stati esteriart. 24-bis, c. 5

Alcune precisazioni contano. L’imposta sostitutiva riguarda solo i redditi prodotti all’estero, e non si applica alle plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate realizzate nei primi cinque anni di validità dell’opzione. I familiari che possono essere inclusi sono quelli elencati dall’art. 433 del codice civile: coniuge, figli e discendenti, genitori e ascendenti, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle, purché anch’essi soddisfino il requisito dei nove anni su dieci. Per gli anni dell’opzione la legge n. 232 del 2016 (art. 1, comma 153) esonera anche dal quadro RW e dalle imposte IVIE e IVAFE sugli immobili e sulle attività finanziarie all’estero.

Ogni aumento vale solo per chi si trasferisce dopo la sua entrata in vigore: 100.000 euro all’origine, 200.000 euro per chi ha trasferito la residenza dopo il 10 agosto 2024 (D.L. 9 agosto 2024, n. 113, art. 2), 300.000 dal 1° gennaio 2026. La quota dei familiari è rimasta a 25.000 euro fino alla legge di bilancio 2026. Dal 1° gennaio 2027 la stessa disciplina passa all’art. 246 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117), con gli stessi importi.

Questa è una sintesi della norma, non una consulenza fiscale: convenienza, interpello e conti spettano al suo consulente.

Trasferirsi in Italia con la flat tax non cambia le regole del personale domestico

L’imposta sostitutiva riguarda i redditi esteri della famiglia. Non tocca il rapporto con chi lavora nella sua casa italiana. Dal giorno in cui assume una colf, una governante o un house manager, la famiglia è datore di lavoro domestico come qualunque altra, e applica il Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico del 28 ottobre 2025, che scade il 31 ottobre 2028.

Gli atti sono tre: una lettera di assunzione scritta, firmata e scambiata fra le parti (art. 6), la comunicazione all’INPS, solo per via telematica, entro le 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto, e il versamento dei contributi ogni trimestre. La comunicazione è dovuta anche durante il periodo di prova. Li descriviamo voce per voce nell’articolo dedicato al contratto della colf. La lettera di assunzione è il primo documento italiano della sua casa: merita la stessa cura dell’interpello.

Scegliere le figure del personale domestico prima del trasloco

La prima domanda non è chi, ma quale figura. Il contratto nazionale distingue mestieri diversi: la colf al livello B, la governante al livello D, l’house manager, il “direttore di casa”, al livello D Super (art. 9). Come si sceglie fra le tre lo spieghiamo nell’articolo “Colf, governante o house manager”.

Per una famiglia che arriva c’è una considerazione in più. Nei primi mesi nessuno in casa conosce fornitori, artigiani e uffici. La prima figura da cercare, allora, spesso non è quella che lavorerà più ore, ma quella che saprà mettere in moto la casa: utenze, manutenzioni, fornitori, agenda. È il perimetro dell’house manager. Quando la residenza è una sola e il personale previsto è di una o due persone, una governante che lavora anche in prima persona può bastare.

Live-In o Live-Out: orari e alloggio del personale convivente

La scelta fra Live-In e Live-Out va fatta prima di scegliere la casa, non dopo. Il contratto fissa limiti diversi (art. 14): chi vive in casa lavora al massimo 10 ore al giorno non consecutive e 54 alla settimana, con un riposo settimanale di 36 ore, 24 la domenica e 12 in un altro giorno (art. 13); chi non vive in casa, al massimo 8 ore al giorno e 40 alla settimana. Per la colf che vive in casa il periodo di prova sale da 8 a 30 giorni di lavoro effettivo (art. 12).

Per il personale convivente la famiglia deve offrire un alloggio idoneo a salvaguardarne la dignità e la riservatezza, e un vitto sano e sufficiente (art. 36); la lettera di assunzione indica anche lo spazio in cui la persona ripone i propri effetti personali (art. 6). Chi sceglie una casa in Italia con un Live-In in mente dovrebbe guardare la planimetria anche con gli occhi di chi ci vivrà: una stanza vera, con finestre, non un locale adibito ad altro.

C’è poi un articolo che le famiglie con più residenze leggono con attenzione. Il lavoratore convivente, se richiesto, segue la famiglia nei soggiorni temporanei in un altro comune o nelle residenze secondarie, con il rimborso delle spese di viaggio e una diaria del 20% della retribuzione minima giornaliera, salvo che l’obbligo sia già previsto nella lettera di assunzione (art. 33). Un trasferimento stabile in un altro comune, invece, va preavvisato per iscritto almeno 15 giorni prima (art. 32). Meglio scrivere tutto all’inizio.

Il personale domestico che segue la famiglia in Italia

Alcune famiglie desiderano portare con sé chi lavora già per loro. Va impostato con un consulente del lavoro prima della partenza. Se la persona non ha già titolo per lavorare in Italia, l’ingresso passa dalla procedura del decreto flussi: la domanda di nulla osta al lavoro nelle finestre del decreto annuale, la firma del contratto allo Sportello Unico, il visto d’ingresso e, entro otto giorni dall’arrivo, la richiesta del permesso di soggiorno. La famiglia documenta il proprio reddito e chiede il certificato di idoneità alloggiativa. Sono tempi che non dipendono da lei: vanno messi in calendario con il trasloco.

I tempi realistici della selezione del personale domestico in Italia

Non indichiamo una durata standard della selezione, perché non esiste: dipende dalla figura, dalla città, dalla convivenza. Esiste invece una sequenza. Prima la descrizione dell’incarico, scritta con la famiglia. Poi la ricerca, e per ogni candidato tre colloqui e quattro verifiche delle referenze, prima che un profilo arrivi alla famiglia. Poi l’incontro, la lettera, la comunicazione all’INPS e il periodo di prova: 8 o 30 giorni di lavoro effettivo secondo livello e convivenza.

Il consiglio più utile è anche il più semplice: cominciare quando si conosce l’indirizzo. Un Live-Out dipende dal tragitto, un Live-In dalla stanza che lo aspetta, e nessuna delle due cose si valuta su una casa ancora da scegliere. Il calendario fiscale e quello domestico conviene farli partire insieme.

La garanzia sul personale della casa in Italia: 12 e 18 mesi

Ogni collocamento Xerendipity è coperto dalla garanzia, con due durate. 12 mesi per colf e assistente domestico, colf con compiti di tata o di baby sitter, coppia di domestici e baby sitter. 18 mesi per house manager, maggiordomo, governante privata, chef privato, health & performance chef, tata professionale, autista, personale di sicurezza, personal assistant ed executive personal assistant. Il lavoro di chi dirige una casa si giudica su un arco più lungo: il primo inverno e la prima estate in Italia sono prove diverse.

Domande frequenti

D: Quanto si paga con la flat tax per chi si trasferisce in Italia nel 2026?

R: 300.000 euro per ogni anno di validità dell’opzione, sui redditi prodotti all’estero, più 50.000 euro per ciascun familiare incluso. Gli importi valgono per chi trasferisce la residenza dal 1° gennaio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 25 e 26).

D: Quanto dura il regime dei nuovi residenti?

R: Al massimo quindici anni dal primo anno di validità. L’opzione è revocabile e decade se l’imposta non viene versata; dopo una revoca o una decadenza non si può optare di nuovo (art. 24-bis, comma 4).

D: La flat tax cambia qualcosa nel rapporto con il personale domestico?

R: No. Il rapporto con chi lavora nella casa italiana segue il contratto nazionale del lavoro domestico e le regole INPS, come per ogni famiglia.

D: Il personale Live-In deve seguire la famiglia nelle altre residenze?

R: Se richiesto, sì, per soggiorni temporanei in un altro comune o nelle residenze secondarie, con rimborso del viaggio e una diaria del 20%, salvo che l’obbligo sia già scritto nella lettera di assunzione (art. 33 del CCNL).

Una casa in un paese nuovo si prepara come una residenza fiscale: per tempo, con i documenti in ordine. Con una differenza — qui i documenti parlano di persone. Quando avrà l'indirizzo, cominceremo da lì.

Questo articolo descrive le norme in vigore a novembre 2026. Non è una consulenza fiscale né del lavoro: per la sua situazione il riferimento resta il suo consulente.

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